Stellantis e il “grisbi” di Tavares, dalla parte del “fetentone”. Su Economy la riflessione di Alessandro Paone

Il caso Stellantis_Commento di Alessandro Paone

Il caso Tavares – amministratore delegato del gruppo Stellantis, “silurato” dal CdA dopo i deludenti risultati economici e la perdita di valore del titolo  – solleva interrogativi che vanno ben oltre l’entità della sua faraonica liquidazione, stimata attorno ai 100 milioni di euro. Questo importo ha suscitato reazioni di sconcerto, soprattutto in un contesto di crisi profonda per il settore automotive e di grande incertezza per i lavoratori italiani legati alla filiera dell’auto. A fronte di stabilimenti in difficoltà, vendite in calo e una costante delocalizzazione produttiva, l’indignazione verso il sistema di compensi riservati ai top manager sembra quasi naturale. Tuttavia, la vicenda Tavares è solo il sintomo di problemi più ampi e strutturali.

Per comprendere davvero il significato di questa liquidazione e delle polemiche che ha innescato, è necessario tenere in considerazione il fatto che nessuno è riuscito a governare un’economia capace di giustificare quanto sta accadendo, sicché è meglio concentrarsi sull’aspetto scandalistico della liquidazione di Tavares.

Infatti la crisi del settore automotive in Italia – che rappresenta circa il 5% del PIL e garantisce lavoro diretto e indiretto a quasi 272.000 persone – non è imputabile a una singola figura, per quanto influente. È invece il risultato di una mancata capacità di adattamento e innovazione che riguarda l’intero ecosistema industriale e politico del Paese.

La discussione su Tavares, quindi, trascende la sua liquidazione e tocca il cuore della crisi economica e occupazionale italiana. Come può il nostro Paese ritagliarsi un ruolo competitivo in un mercato globale dominato da attori come la Cina, capace di produrre veicoli in linea con il gusto europeo ma costi nettamente inferiori? Quali strategie industriali e politiche sono necessarie per evitare che la filiera automotive perda ulteriore valore e rilevanza?

Queste sono le vere domande che dobbiamo porci. La figura di Tavares – e il suo trattamento economico – è parte di un sistema, non una deviazione. Per affrontare il futuro, è necessario ripensare le logiche che governano l’industria, promuovendo progetti capaci di guidare il cambiamento e non di subirlo.

In quest’ottica si capisce che il tema non è la liquidazione di Tavares, ma le ragioni della crisi del mercato dell’auto e gli impatti che la sua uscita avranno su ciò che resta in Italia del gruppo FIAT.

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